Una correttrice di bozze
che si è arrabbiata
kestrona non è una testata e non finge di esserlo. È il lavoro di una persona a Piacenza, con l'aiuto di un'altra che controlla il versante Android.
Gennaio 2025, 9,99 €
Mi chiamo Chiara Bosisio. Dal 2013 al 2022 ho lavorato per un editore di manualistica tecnica in provincia di Piacenza: libretti di istruzioni, schede di sicurezza, cataloghi ricambi. Il mio mestiere era rileggere traduzioni fatte da altri e trovare il punto in cui il testo italiano smetteva di corrispondere all'originale. Si diventa noiosi, a fare quel lavoro. Si nota tutto.
A gennaio 2025 ho comprato Slay the Spire sull'App Store. Costava 9,99 €. Avevo letto la descrizione in italiano, scritta bene, con dentro perfino un refuso da revisore stanco: «relique» invece di «reliquie». Quel refuso, paradossalmente, me l'aveva fatta sembrare più autentica. Qualcuno ci aveva messo le mani.
Ho aperto il gioco e ho trovato l'inglese. Non un menu in inglese: tutto. Circa trecentocinquanta carte, ognuna con una regola scritta sopra, e la regola è il gioco. Me la sono cavata, l'inglese lo leggo. Ma sono rimasta ferma dieci minuti a pensare a mia madre, che l'inglese non lo legge, e che avrebbe pagato la stessa cifra per una cosa inutilizzabile senza che nessuno l'avesse avvisata.
Ho cercato online una lista che dicesse, gioco per gioco, in che lingua lo vedi davvero. Non l'ho trovata. Ho aperto un file, ho iniziato a compilarlo, e a marzo 2025 è diventato questo sito.
Tre cose che non facciamo
Non pubblichiamo lettere dei lettori. Su siti come questo se ne vedono tante, con nome e città, e sono quasi sempre inventate. Se qualcuno ci scrive una cosa utile, la trasformiamo in una correzione alla scheda e citiamo la segnalazione, non la mettiamo in vetrina come testimonianza.
Non teniamo il conto dei nostri meriti. Niente «137 giochi analizzati» in cima alla pagina. Le schede pubblicate sono cinque, si contano a occhio, e quando saranno di più si conteranno lo stesso.
Non diamo una scheda per completa quando non lo è. Se un dato non esiste sugli store, sulla scheda c'è scritto che non esiste. Una casella vuota dichiarata vale più di un numero plausibile.
Quello che non sono
Non sono una traduttrice professionista e non ho mai lavorato alla localizzazione di un videogioco. So riconoscere un testo tradotto male, perché è stato il mio mestiere per nove anni, ma non so dire quanto una traduzione sia completa: quel dato lo conosce solo chi ha costruito il gioco, e quasi nessuno lo pubblica.
Quindi quando su una scheda leggi «c'è l'italiano», sto dicendo che l'ho trovato e che ti indico dove l'ho trovato. Non sto garantendo che copra ogni schermata. È una differenza che preferisco dichiarare piuttosto che lasciarti scoprire dopo l'acquisto, che poi è esattamente il motivo per cui questo sito esiste.
Un'altra cosa: gioco su iPhone. Gli elenchi e le descrizioni su Google Play li controlla Nicola Ferrarin, che ha un Pixel e la pazienza di leggere le descrizioni fino in fondo, dove gli sviluppatori nascondono la lista delle lingue. Senza di lui metà della tabella non esisterebbe, perché è proprio nel confronto fra i due store che saltano fuori le contraddizioni.